Lui & Lei
Non sono l'amante del capo
Curioso917
28.10.2025 |
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", ”Helen grazie “, ”esagerata, solo per un bacetto ?“ “No, parlo sul serio, mi hai salvato la vita e mi sei sempre stata vicina”, ”tra cognate è normale, veramente non sempre, odiavo..."
Marisa e Giulio si conoscono dalle medie,dopo diverse peripezie che riserva la vita si sono rivisti da adulti ed è cominciata la loro storia,una come tante,di quelle che molte coppie all'apparenza vivono,due persone unite solo dall'attrazione sessuale,un rapporto destinato a finire in un breve arco temporale ma a volte l'apparenza inganna.
“Porcaccia la miseria,possibile che li becco tutti io gli sfigati?”
“Perché, Giorgio mi sembra un bravo cristo,sei tu che forse pretendi troppo da un uomo”,”complimenti Sabri avevo proprio bisogno di appoggio per decidermi a mollarlo ma ti rendi conto che a trentacinque anni è ancora il cocco di mamma,deve anche chiedergli il permesso per uscire,manca poco che la megera dica a me come vestirmi,no ho deciso,chiudo immediatamente,che si scopi pure quella troia di sua madre con me' a chiuso”.
Di solito quando un rapporto mi sta stretto affronto quello che ormai considero il mio ex,ci sono due modi per chiudere la relazione ,o una furente litigata dove volano parole pesanti e insulti o con la sua consapevolezza che non siamo compatibili.
In questo caso è più dura, è spiazzante vedere un uomo piangere,per questo cercavo comprensione dalla mia amica ma mi tocca fare da sola.
Agisco in modo subdolo e offendo la madre e guarda caso dal giorno stesso non l'ho più visto né sentito.
La sera sfacciatamente vado al bar a festeggiare,con lui mi sentivo in prigione,unico vantaggio la buona dotazione ma c'è voluto tempo e pazienza per insegnargli i rudimenti del sesso.
Sto festeggiando con le amiche quando vedo entrare un tizio che mi sembra di conoscere.
Gli amici lo accolgono con abbracci e strette di mano ma non riesco proprio a inquadrare il tipo eppure è sicuramente qualcuno che faceva parte della compagnia ma non riesco a ricordarlo e io,si fa per dire, sono un membro fondatore.
Dopo un po' si avvicina :”che si festeggia di bello”,”la libertà,scusami ma non mi ricordo di tè”,”è normale,sono molto cambiato dai tempi della scuola,hai presente Giulio quel ragazzo cicciottello e pieno di brufoli, c'est moi “,”ho cazzo, Giulio sei proprio tu,non ti vedevo dalla terza media, accidenti che cambiamento “,”tu per niente,sei sempre la ragazza a cui non riuscivo nemmeno a parlare per timidezza,la più bella della scuola,scusa adesso mi aspettano gli amici,se vuoi avremo occasione di vederci ancora mi sono trasferito in città”.
Cazzo che figo è diventato,adesso lo ricordo bene,eravamo compagni fin dalle elementari,quante merendine gli ho scroccato e guarda un po' che pezzo d'uomo se fatto.
Più tardi lo cerco ma mi dicono che è andato a cena con amici, peccato mi sarebbe piaciuto fare due parole .
Non passa molto che lo incontro, questa volta sotto i portici,mi avvicino silenziosa e gli copro gli occhi con le mani.
"Cucù,chi sono”,”dalla voce una brutta strega, oh Marisa,da quanto mi ricordo un po' streghetta lo eri ma non certo brutta “,”simpatico,ma dove vai a quest'ora? “ ”E tu?” “Io sono in pausa pranzo,anzi perché non mi accompagni,vado al ;“panino birichino”,non so se te lo ricordi,ci andavamo tutti dopo la scuola “,”perché no,io sono in giro per mobilio, sto arredando casa ma a quest'ora sono tutti chiusi”.
A pranzo una parola tira l'altra e si fa' l'ora di rientrare al lavoro:”ciao,devo proprio andare sono maledettamente in ritardo e questo pomeriggio arriva il nuovo capo,dicono che sia un osso duro”.
“Sicuramente te la caverai, col tuo fascino bastano due moine e un sorriso e lo fai su come vuoi”,”almeno fosse così facile,ora sono sentimentalmente libera e l'idea di diventare l'amante del capo mi stuzzica”,”peccato le mie speranze vanno a farsi friggere,ma se mai ti dovesse andare male questo è il mio numero, chiamami se ti và”.
Lo chiamo eccome,non me lo faccio certo scappare il manzo,ma ora mi tocca sorbirmi altre quattro ore di lavoro .
Pensavo di dovermi fermare per le presentazioni del nuovo dirigente,per fortuna non s'è visto,il tempo di uscire e già telefono a Giulio.
"Ciao Marisa !” “Ma come fai ad avere il mio numero?” “ Diciamo che l'ho letto da qualche parte”,”spero non sia in un bagno di un autogrill, sempre valida l'offerta?” “ pesce o carne?” “adoro il pesce e non fraintendere”,”chi io,un povero ragazzo ingenuo,ok allora pesce,abiti sempre allo stesso posto?” “ Già per ora sempre dai miei ma ho adocchiato un appartamentino carino una vera bomboniera e se Dio vuole entro fine settimana ho le chiavi”,”ok allora alle otto sotto casa,non voglio che i tuoi mi vedano e pensino a un fidanzato “,’sarebbe la gioia di mamma vedermi sistemata, ciao a più tardi”.
Non sono come certe accalappiatrici di maschi ma Giulio mi piace,oltre ad essere aitante è simpatico,vale la pena di approfondire ,mal che vada ci rimedio la cena.
Mi preparo di tutto punto poi rimiro allo specchio il risultato,non sono niente male per una trentenne,la mia terza non ha bisogno di reggiseno,i capelli tinta miele in contrasto con l'azzurro degli occhi mi dona,questa sera voglio essere al meglio,sentirsi bene con sé stessa è il primo passo per piacere.
Arriva con una macchina anonima,la cosa mi fa sorridere,in un uomo cerco il carattere non certo i soldi.
La scelta di un locale da parte di un uomo dice molto di lui, ristorante carino che non conoscevo,non eccessivamente pretenzioso, ottima cucina e musica di sottofondo.
La tavola per noi italiani non vuol dire solo nutrirsi è comunicazione è uno dei migliori modi per fare conoscenza, devo dire che Giulio sa come comportarsi, risponde alle domande senza troppo dilungarsi, mi fa tenere il pallino del discorso e mi ascolta.
Nella mia speciale classifica da 1 a 10 è ben oltre la sufficienza, resta da vedere come si comporterà col dopo cena.
“Marisa,devo dire che sei una piacevole sorpresa,da ragazzino ti consideravo altezzosa, la classica bella ragazza con la puzzetta sotto il naso ma conoscendoti ora devo ricredermi, conosco un piano bar dove si può parlare, mi piacerebbe continuare lì la serata, meglio non andare al ritrovo troppe distrazioni preferisco dedicarmi a te”.
È siamo a 8,oltre il massimo di chi ho frequentato, mi vergogno di me stessa ma me lo porterei subito a letto, il posto ha una bella atmosfera, lui un buon affabulatore mai sopra le righe, si chiacchiera piacevolmente, in quanto donna la curiosità prevale.
“Mi piacerebbe sapere un po' di tè, finora so che hai vissuto all'estero ,finito gli studi in una università americana e che sei rientrato da poco,ti và di aprirti in qualcosa di più personale “,sorride, un sorriso che ti mette a tuo agio.
Una storia non molto diversa da tante,emigrato coi genitori a Parigi al secondo anno di liceo ,qualche difficoltà con la lingua,con la consapevolezza di potercela fare, poi lo sport che l'ha cambiato fisicamente, l'università e poi la laurea a pieni voti che gli ha spianato la strada nel mondo del lavoro, entrato in una grande holding, ha girato mezza Europa e.anche in Argentina,qualche storia sentimentale ,un matrimonio alle spalle naufragato e poi l'occasione di tornare in Italia.
Evito l'argomento matrimonio,non voglio che una ex monopolizzi la serata,dal canto mio ho poco da dire ma lui si dimostra interessato a quello che dico, cosa che mi fa molto piacere.
Mi riaccompagna sotto casa,mi aspettavo almeno un bacio dopo tanta galanteria, Giulio non si decide, è ora di prendere l'iniziativa,di solito una brava ragazza aspetta la prima mossa ma a me non piace aspettare e quindi al diavolo le convenzioni.
Da perfetto gentiluomo cerca di baciarmi sulle guance ma io mi sposto quel tanto che basta per incrociare le labbra, Giulio non si sottrae al bacio,restiamo in auto a limonare e devo dire che bacia bene,la farfallina è già umida pronta per gustare le attenzioni del maschio ma inaspettatamente si ritrae dal bacio.
“Wow,sei una bomba, spero che uscirai ancora con me”, vorrei urlare di portarmi a casa sua e scoparmi come non ci fosse domani ma non mi và di passare da troia assetata di nerchia al primo appuntamento e a malincuore un ultimo bacio e scendo dall'auto.
Porca puttana,se rientro mi chiudo in camera a spararmi ditalini fino a consumarmi le dita,cerco in agenda rossa,quella con i numeri degli stalloni ,un paio sono occupati poi mi risponde Gabriele,non è il mio tipo ma è un gran chiavatore proprio quello che mi ci vuole adesso.
Quando entri nel suo appartamento ti accorgi che è più che altro è uno scannatoio,tranne un piccolo cucinino e il bagno tutto il resto è un ambiente unico un enorme alcova che neanche nei migliori club privè si vede.
Giusto il tempo per i saluti di circostanza che già mi gusto il sapore della sua bananona,questa sera in l'occasione della prima uscita con Giulio mi sono vestita sexy, tolto l'abitino nera resto in intimo, autoreggenti e scarpe tacco 12,certo a Gabriele vanno bene tutte ,baste che respiro ma vedermi così e l'ingordigia con cui tratto il suo randello lo eccita più del solito,lo sento crescere in bocca, le vene gonfiarsi se continua così esplode,gli stringo i testicoli.
“Hai,che ti prende?” “ Senti bello,ho fatto un chilometro a piedi con questi tacchi non certo per una bevuta di sperma,deciditi a fottere se no ti saluto e ne trovo un altro”.
Non c'è come toccare un uomo nell'orgoglio, mi monta come un toro, finalmente godo, Gabriele mi rivolta come un calzino, mi godo la sua grossa mazza in tutte le posizioni.
D'un tratto un dolore lancinante, qualcuno o qualcosa mi sta sfondando il culo.
Mi scappa un grido, più che altro per la sorpresa :ma che caz…”,”scusami, non ti ho avvisato che doveva venire Giuseppe, cerca di capire, con una gnocca come te non è facile resistere”,”siete due scemi ma vi perdono, adesso pensate a soddisfarmi e tu non farmi più certi scherzi”.
Godo come una vacca, ho perso il conto degli orgasmi, se domani non dovessi lavorare me li sarei goduti di più ma per me' il lavoro è una cosa seria e viene prima del divertimento, vado a casa con le gambe che tremano ma anche loro non sono messi bene.
Dopo questa bella scorpacciata di cazzo ,giusto il tempo di una doccia per togliere le macchie di sborra rinsecchita ,tre ore di sonno appagante e sono pronta,carica per affrontare la giornata.
Alle dieci c'è la pausa caffè ma il capoufficio ci blocca per la presentazione del nuovo direttore, tutti in piedi presso la propria scrivania come scolarette pronti ad essere passati in rassegna dal nuovo preside.
“Signorina Silvetti non sbadigli,dopo le presentazioni potrete fare pausa”, ma guarda sto stronzo chi si crede di essere, ce l'ha con me perché per anni mi ha fatto il filo ma io non cedevo, non è un brutto esemplare di maschio ma non è nelle mie corde mischiare lavoro e piacere.
Dopo qualche minuto finalmente il capoccia si degna di venire,a momenti mi prende un colpo,sgrano gli occhi, è impossibile è lui Giulio.
Passa tra le scrivanie salutando e stringendo mani calorosamente, è bellissimo nel suo impeccabile abito blu Armani, se non fossi qui gli salterei addosso, adoro l'uomo che sa portare con stile l'abito, quando è il mio turno mi stringe la mano, un sorrisetto e si allontana.
Ma guarda che tipo, probabilmente sapeva di me' ma non mi ha detto niente, comincio a ricredermi di lui.
Mi è passata persino la voglia del caffè, dopo dieci minuti arriva il capo :”Marisa il direttore ha qualche dubbio sulla tua ultima analisi vuole vederti”.
Prendo un raccoglitore e vado nervosa verso il suo ufficio, ma chi si crede di essere,mi ha ingannata l'ultima cosa che può farmi un uomo.
Apro la porta ,sono furente,penso perfino di licenziarmi,lui mi guarda con un sorrisetto sornione.
“Siediti Marisa, ti ho fatto chiamare per scusarmi,ti giuro che non sapevo lavorassi qui, questa mattina ho guardato le schede del personale e sono rimasto sorpreso non me l'aspettavo che eri tra i miei impiegati “,”papale papale spero sia vero, odio essere presa in giro, se sapevo che eri il mio direttore non sarei mai uscita con te”.
“Fortuna vuole che nessuno dei due lo sapeva ma spero che questo non cambi nulla tra noi,ieri sera sono stato molto bene in tua compagnia “.
Tutta la rabbia e le certezze svaniscono, solo a guardarlo provo emozione, è ovvio mi piace e molto,mai uscire con uno del lavoro? La verità è che basta un suo sorriso e sogno di essere tra le sue braccia ma forse non è il caso,la segreteria amante del direttore non potrei sopportare i commenti sarcastici dei colleghi.
“Anch'io sono stata bene e a dirla tutta speravo di finire la serata a casa tua, lo sai non sono mai stata una santa ma purtroppo sei il mio capo e mi sono imposta di separare sentimento e lavoro “.
Leggo un ombra di tristezza nei suoi occhi, è indeciso su cosa dire:”lo gradisci un caffè so che per colpa mia avete saltato la pausa,mi dispiace che la pensi così, ovviamente rispetto la tua decisione ma spero che ci ripensi, io ti ho sempre stimata e.. ma cosa sto dicendo, la verità è che mi sei entrata nel sangue dalla prima volta che ti ho vista e ora a causa del lavoro la speranza di una storia con tè si infrange, normalmente la pensiamo nella stessa maniera ma non con tè,credimi a te tengo veramente “.
Mi sento a disagio,non so che fare ma non me la sento di chiudere questa porta definitivamente,ho bisogno di tempo per pensare.
“ Non lo so ma non capisco perché ci tieni a me',la mia fama di mangiatrice di uomini mi precede da sempre e non sono cambiata,tu parli di sentimento ma potrei ferirti,senti per un po' cerchiamo di restare amici e poi si vedrà “.
Come vuoi e complimenti per le analisi di mercato sei una valida collaboratrice, adesso scusami ho una call con gli Stati Uniti ma prima volevo vederti per spiegare,ciao Marisa a presto”.
Cazzo,cazzo,mi vado a prendere una sbandata e scopro che è il direttore,che sfiga e il colmo, chiunque si sarebbe approfitta specie una troia come me ma proprio non me la sento di tradire i miei principi, neanche per lui.
Da quella mattina al lavoro non ci incontriamo più,ma spesso lo vedo al ritrovo,ogni volta si avvicina e passiamo del tempo insieme , risultato a stargli accanto dopo poco mi gocciola la passera e devo sfogarmi,per fortuna le occasioni non mancano per la soddisfazione di partner occasionali.
Pazzesco, durante le relazioni difficilmente mi concedo qualche scappatella e ora che sono sempre più presa di lui e mi comporto da puttana.
Una sera entra nel locale accompagnato a braccetto da una sberla di gnocca,alta ,bionda,occhi azzurri e corpo slanciato,stupido da parte mia infondo sono stata io a rifiutarlo ma mi sento rodere dalla gelosia.
Solito giro a salutare il gruppo e poi sorridente si avvicinano al mio tavolo,mi alzo di scatto ,lo guardo con occhi assassini,un vaffanculo e esco piangendo dal locale,sento che mi chiama poi la pioggia copre ogni rumore.
Piove a dirotto e io non ho l'ombrello, quando rientro sono inzuppata fino alle ossa.
Intirizzita mi metto sotto la doccia calda,la mente piena di rabbia nei suoi confronti, perché presentarsi con quella? Maledetto lui e La valchiria.
Giocoforza devo asciugarmi i capelli,mamma è svegliata dal rumore del phon e entra in bagno :”tesoro hai camminato sotto la pioggia,non potevi farti accompagnare cassa da qualcuno, vieni che e ti sistemo i capelli”,mi getto tra le sue braccia a piangere,forse per la prima volta in vita mia.
Mamma mi vede disperata mi accarezza con dolcezza e non mi chiede nulla trasmettendomi il suo affetto:”adesso calmati, tutto si risolve, vieni ci beviamo una camomilla prima di dormire”.
Santa donna, singhiozzando le racconto,lei mi sta ad ascoltare:”capisci,si è presentato con questa e io,io..,non so cosa mi capita,capisci”,”certo cara,non hai considerato che forse,dico forse ti sei innamorata di lui e parlo di amore, qualcosa che non ci capita tutti i giorni, adesso tesoro mio non struggerti,dormi e vedrai che domani tutto sarà più chiaro”.
È un bel dire, distrattamente guardo lo smartphone cinque chiamate è un WhatsApp :”Marisa che ti è preso,io non ti ho fatto nulla,rispondi al telefono” , già non saprei cosa dire e poi è tardissimo, metto silenzioso e nonostante l'agitazione mi addormento.
Al risveglio controllo il telefono e non ci sono altri messaggi, per la prima volta mi sfiora l'idea di mettermi in mutua,ho paura di incontrarlo non saprei cosa dire e nemmeno come comportarmi, poi mi dico non è giusto Marisa datti una mossa.
Per due giorni calma piatta poi una mattina mi chiamano in direzione ,adesso che faccio, del resto non posso certo rifiutarmi di andare nel suo ufficio.
‘Marisa accomodati ,noi dobbiamo parlare”,”scusami è colpa mia, mi sono fatta prendere dalla gelosia quando non ne avevo diritto, ma vederti con quella gnocca della tua fidanzata non ho retto”.
“Certo adesso mi metto a controllare chi frequenti? Non non ti è neanche passato per la testa che non era la mia amante, magari se mi lasciavi parlare, comunque qua bisogna decidere, ho accetti il trasferimento nella sede più vicina, naturalmente tutto spesato di vitto e alloggio e con aumento di livello, o me ne vado io magari negli Stati Uniti, il più lontano possibile per non pensarti.
Ti do tutto il tempo che vuoi per decidere, quando ti sarai decisa telefonami ci incontriamo al bar o dove vuoi tu e parliamo, adesso è meglio che vai a starti vicino mi ribolle il sangue”.
Ho ascoltato a testa bassa.,e mesta esco dal suo ufficio senza ribattere.
Cosa potevamo dirgli,che sono una sciocca,che non voglio impegnarmi ma non lo può fare nemmeno lui e che poi vado a scopare con altri per dimenticare? Chi mi dà il diritto, eppure vederlo con un'altra donna mi ha fatto impazzire ,forse sono malata o ha ragione mamma,mi sono innamorata di quest'uomo senza neanche andarci a letto e ho paura di quello che provo.
Due giorni interminabili,la sera non esco nemmeno di casa per evitare di trovarmelo davanti,due le soluzioni,non posso pretendere che se ne vada per colpa mia,ho cedo e mi decido a provare a frequentarlo o accetto il trasferimento.
Dopo mille pensieri mi decido e naturalmente la scelta è ovvia, le mando un semplice WhatsApp con scritto “dimmi tu,dove incontrarci”,”passo a prenderti alle venti,conosco una trattoria in collina dove staremo tranquilli”.
Mi guardo allo specchio, mi vedo brutta , sicuramente non all'altezza della stangona,telefono al centro di bellezza,per fortuna c'era un buco,una corsa contro il tempo e a dieci minuti dall'appuntamento,sono in strada.
Quando arriva solo un sorriso e mi apre la portiera,cosa a cui non sono abituata,i buzzurri che di solito frequento non conoscono le buone maniere,durante il percorso tace nemmeno una parola, un silenzio che pesa più di un macigno,fermiamo l'auto nel piazzale stranamente deserto data l'ora, il cartello recita,locanda del buongustaio,sembra un posto carino ma praticamente vuoto, mentre entriamo vedo sulla porta un cartello, siamo chiusi di venerdì.
“Maaa, è il giorno di chiusura”,”non preoccuparti non ho certo intenzioni di farti del male,il gestore è un amico,sono aperti solo per noi,gli ho detto che era importante “.
“Buonasera dottore,le abbiamo apparecchiato il tavolo nella saletta,non verrete disturbati",'grazie Amilcare per la cena fai tu,so di essere in buone mani", "bene quando siete pronti suonate il campanello”.
Ci sediamo:”senti Giulio io..”,”aspetta,qui ho il contratto,leggilo e se ti va bene firma”.
“E no cazzo ora non mi sfrega niente della carriera io voglio te”,
prendo i fogli e li straccio e d'impulso mi getto tra le sue braccia :“scusami sono stata una scema ho sofferto e ti ho fatto soffrire,la verità è che ero sciocca e gelosa,se mi vuoi ancora io ci sto,spero che mi perdoni”,”da come risponde al bacio tutti i dubbi sono fugati.
Quando sono eccitata non riesco a comportarmi da brava ragazza, mentre ci baciamo, gli accarezzo i capelli,gli sbottono qualche bottone della camicia per sentire i pettorali e senza vergogna appoggio l'altra mano sul suo pacco,anche lui è eccitato,mi desidera.
Improvvisamente si stacca da me e suona il campanello,mi chiedoil perché mi sembrava partecipe,lo guardo delusa lui risponde con il solito sorriso che da subito mi ha affascinata.
“Aspetta”,”,dica dottore devo portare ?” “ scusa Amilcare ma ora non abbiamo molto appetito,mi dispiace di averti fatto tribolare per nulla ma noi andremmo in camera “, il tipo sorride :”non si preoccupi Giulio,per ora ho preparato gli antipasti che potrete mangiare quando vi pare, questo è il doppione delle chiavi fermatevi pure anche a dormire ,io imbandisco la tavola,a volte riposare mette appetito “,strizza l'occhio e sparisce.
Mi prende per mano e mi porta al piano superiore, entriamo in camera e chiude la porta, a volte la lingua tagliente è più veloce del pensiero :”ah è qui che porti le tue amanti!” “C'è l'hai proprio per vizio di saltare a conclusioni”.
Per fortuna l'eccitazione è a livelli massimi e quando la carne chiama tutto passa in secondo piano,io ho la frenesia di farmi scopare,non vedo l'ora che me lo infili nella passera,lui ha altre idee,si dedica al seno e ai capezzoli e subito fremo e ansimo, Giulio sa come fare godere una donna e questo non è scontato,nelle mie esperienze ho conosciuto caproni che pensavano solo al proprio piacere,lui no, vuole innanzitutto il mio piacere ed è solo l'antipasto.
Ho goduto del miglior cunilingio della mia vita,in realtà non tutti lo praticano, Giulio mi fa raggiungere un infinita d’orgasmi e per la prima volta squirto.
Il sentore di urina mi blocca ma lui beve il mio brodino e questo mi fa impazzire.
Poi si stende offrendo la verga alle mie labbra, adoro fare le pompe, è la prima volta che vedo la sua nerchia è una buona artiglieria,un bel calibro di una ventina di centimetri,ne ho provati di più grossi e lunghi,ma mai nessuno mi ha dato simili emozioni,forse mamma ha ragione.
Dopo un lungo 69 lo bacio le sue labbra sono impiastrate dei miei umori le lecco con gusto e questo scatena maggiormente la libido, voglio sentirlo dentro, è il momento tanto atteso.
Sono abituata a essere presa con prepotenza, Giulio invece usa la mazza come un piumino cosa che mi manda in deliquio,godo in modo diverso, più intenso,sento ogni centimetro riempirmi la passera.
Nonostante sia venuta più e più volte, quando sento la verga gonfiarsi e palpitare mi monta un nuovo orgasmo, voglio che veniamo insieme,lo urlo,lui accelera i colpi e quando sta per venire cerca di uscire ma gli pianto le unghie nella schiena e uno tsunami di sperma mi riempie.
“Giulio è stato bellissimo,sono venuta come una fontana e pensare che stavo per perderti”,”Marisa cara tu hai realizzato il sogno di quel bambino,ma…”,”dimmi cosa c'è”,mi prende la mano è l'appoggia sul randello pronto a una nuova manche.
Ogni parola è superflua, mi butto sulla preda,gusto dalla mazza il mix di umori,ora sono io a dirigere,gli vado in groppa e mi calo lentamente sulla preda guardando le smorfie di piacere sul suo viso,mi piego in avanti a baciarlo poi mi lascio andare a peso morto e quando la mazza cozza il collo dell'utero,mi esce un gemito prolungato di piacere.
“Ahhh,così è tutto dentro, adesso sei mio,t'ho, t'ho, ti scopo , fammi male, così, così,ancora , ancora,vengoooo”.
Crollo sul suo corpo in un bagno di sudore,mi abbraccia e mi bacia,mi fa' sentire al centro del suo mondo, sensazione mai provata.
“Fiiiu,ho goduto come una vacca,ho la patatina arrossata e il fiatone e credimi non sono una verginella”,”tesoro,stenditi e allarga le gambe ci penso io a lenire il bruciore “.
Nooo sembra impossibile,ha ottenuto lo scopo e ancora mi desidera e ha la verga in tiro,chiudo gli occhi e mi godo la sua abile lingua, lecca e stimola il clitoride e mi si aprono ancora le porte del paradiso.
Giulio è più porco di me',dalla mia tana escono rivoli di sperma misti ai miei umori,mai nessuno l'hai fatto e la cosa mi fa' impazzire, tremo,mi contorco come una biscia e per la seconda volta in vita mia squirto.
Sono sfinita e non è da me,ma il povero Giulio è ancora in tiro,merita un premio e cosa di meglio se non il frutto proibito che ho spontaneamente riservato a pochi,il mio sederino.
Mi metto a quattro zampe con le mani allargo le chiappe mettendo in mostra il pertugio e scodinzolo come una cagna in calore,offrendomi a quello che ormai considero il mio uomo.
Normalmente quando mi faccio il culetto il fastidio è superiore al piacere,ma anche in questo Giulio è diverso,usa la verga in modo diverso,sono avvolta da ondate di piacere,non lo credevo possibile,raggiungo il primo orgasmo anale che mi lascia completamente svuotata.
Quasi perdo i sensi mi abbandono tra le sue braccia e chiudo gli occhi, non so quanto ho dormito ma il risveglio sento i morsi della fame, il buon sesso mi mette appetito.
“Giulio che ne diresti di uno spuntino”sorride e punta gli occhi sulla mia tana :”e no,datti una calmata,ho fame di cibo, quell'altra è più che soddisfatta”,”Marisa scherzavo, anch'io ho un certo languorino e gli antipasti di Amilcare sono unici,vedrai”.
Buoni? Di più, eccezionali,forse è la fame,ma nonostante l'abbondanza spazziamo tutti i vassoi, Giulio non perde occasione per accarezzarmi e le sue attenzioni mi mettono strani brividi di piacere mai provati.
Guardo l'ora,cazzo sono le quattro,i miei saranno in pensiero,chiedo a Giulio di riportarmi a casa,lui mi guarda con gli occhi di un cucciolo,gli spiego che i miei saranno in pensiero e avvisare a quest'ora che non rientro non è il caso.
Mi riporta sotto casa,ci scambiamo un bacio passionale,qualcosa di mai provato con gli altri compagni.
“Marisa,lo so che è presto per chiederti di convivere ma almeno qualche volta mi piacerebbe svegliarmi con tè accanto”,”lo voglio anch'io,ma ora concedimi qualche ora di sonno, sai il capo se ritardo mi dà il cazziatone,ma direi che il weekend si presta per conoscerci meglio “.
Quando la sveglia suona sono stanchissima ma di buon umore,mamma è la prima ad accorgersene: “tesoro sono felice per te,se non è un fuoco di paglia mi piacerebbe conoscere chi ti fa sorridere dopo solo un paio d'ore di sonno,ah tranquilla se non rientri per noi va bene “.
Per fortuna non è una giornata tranquilla sennò mi sarei addormentata sulla scrivania, verso le undici ricevo una sua email .
“ciao luce dei miei occhi,ti andrebbe di passare cinque giorni a Norimberga,ho un impegno e da sbrigare alcune cose, sarebbe una buona occasione per noi”,non ci penso nemmeno un attimo,scrivo,”SIIIIII ma dammi il tempo di preparare almeno un bagaglio”.
Tempo zero arriva il capoufficio,con un plico :”Silvetti,deve sbrigare delle cose per il direttore,ha chiesto espressamente di lei,dentro troverà le istruzioni,a proposito per la sua richiesta di ferie va bene”.
Felice esco dall'ufficio vado alla fermata del pullman,”ho l'auto ma preferisco prendi mezzi pubblici,al mattino c'è un traffico bestiale “,apro il plico, c'è solo un foglietto con un indirizzo e due righe,”dopo le tredici sono a casa vieni quando vuoi’,il resto sono figli bianchi, sorrido ,e bravo Giulio ma guarda un po' che trucchetti, spero che non si vergogni di me ma no ripeto certo l'errore di saltare a conclusioni.
“Mamma vado qualche giorno in Germania con lui,ti prego aiutami a fare il bagaglio ho la testa in confusione “,”figlia mia è normale quando ci si innamora.e dimmi per caso lo conosco”.
“Credo,almeno i suoi genitori,abbiamo fatto le elementari e due medie insieme,ti ricordi i Calcaterra?”,”fammici pensare, ah si conoscevo il padre la madre non l'ho mai vista,mi ricordo,un bambino timido e cicciottello”,”non lo riconosceresti mai ora è un figo della madonna “,”bhe' anche il padre non era niente male,un bell'uomo serio,ti confesso che ai tempi ci ho fatto un pensierino, vabbè lasciamo perdere”.
Capito la mamma, mi sa che è vero che la mela non cade mai lontano dall'albero, meglio non indagare.
Palazzo d'epoca in centro, ultimo piano, c'è un'unica porta,suono.
Mi apre in boxer:”stavo andando in doccia,accomodati,non c'è molto ma il divano è comodo,cosa prendi da bere?”,”se hai un crodino l'accetto volentieri”,me lo versa in un bicchiere e mi stampa un bacio dei suoi, già lo seguirei in doccia ma temo di rovinare i capelli .
“Hellen sbrigati tocca a me”vedo uscire dal bagno la vichinga e mi gela il sangue, è completamente nuda ed è spettacolare,penso per un attimo di alzarmi e andarmene ma a questo punto merito delle spiegazioni, non mi va di fare il cortigiana del suo Harem.
La ragazza mi sorride,ha un bel viso e un corpo da favola,non c'è confronto con me :”ciao, finalmente ci conosciamo, Giulio non fa che parlare di tè, è cotto come una pera e a giudicare dal tuo aspetto lo capisco”,prende un Crodino e si siede di fianco a me senza coprirsi,non sono lesbica anche se ho avuto qualche esperienza con coppie ma lo sguardo induge sui seni e sulla patata pelosa,se ne accorge :” non farci caso lo so che non è di moda ma la passera mi piace così,e allora finalmente conosco la famosa Marisa, Giulio è tutta la vita che mi parla di te,ha ancora delle foto che ti ha fatto di nascosto da ragazzina,ah scusa,sono una stupida,sono Helen la sua quasi sorella “,”quasi?”,”si tecnicamente sorellastra, suo padre è il mio patrigno,io sono nata da una precedente relazione di mamma, dai parlami un po' di tè “,mi rendo conto di quanto sono stata scema,quella che credevo mia rivale non lo è e oltre a essere una gran figa è simpatica con quel suo strano accento e si capisce che cerca la mia amicizia.
Quando Giulio esce dal bagno anche lui nudo come un verme, sembriamo già vecchie amiche.
“Bene adesso non hai più scuse per allontanarti da me,visto ti ho chiamata senza destare sospetti e quella che credevi la mia amante è la mia adorata sorellina,ti và di iniziare una storia insieme? “ “ direi che siamo a buon punto,che ne dici?” “Bhe' se ti fermi a dormire, dovresti provare il letto che ne dici”,”Helen ti dispiace?” “ No cara,voi divertitevi io esco a fare un po' di spesa,ciao ragazzi fate i cattivi”,cavolo più la conosco e più mi è simpatica.
Diciamo che mettiamo a dura prova le molle del letto, sarà la novità ma Giulio è instancabile,potrei abituarmici.
Quando usciamo dalla camera il sole sta tramontando, Helen è tornata e sta apparecchiando sul terrazzo e tanto per cambiare è nuda come mamma l'ha fatta,io sono in tenuta da battaglia,i capelli scompigliati,il trucco sfatto , le pantofole di lui e autoreggenti che a quanto pare il mio Giulio apprezza, quando mi vede conciata così Helen scoppia in una fragorosa risata.
“Certo ragazzi che ci avete dato dentro,mi sa che devo comprarmi le cuffie insonorizzanti,sai che così mi piaci un sacco,un po' buffa e un po' figa,anzi tanto figa,occhio Giulio che te la rubo”,”sorellina, Marisa è libera di fare ciò che vuole non sarò certo io a mettergli il guinzaglio, voglio che sia felice anche se spero di condividere con lei un lungo cammino”,”se non l'hai capito, secondo Giulio siete fidanzati,bene se è così vi auguro un gran bene, adesso che ne dite di metterci a tavola,birra e pollo arrosto rigorosamente preso in rosticceria,oggi mi toccava cucinare e non volevo rovinarvi l'appetito e tu amore sai cucinare?” “ Hey Helen non allargarti,non è il tuo amore, neanch'io mi permetto di chiamarla così “,”il solito permaloso ma non vedi come ti guarda,fossi in te, già fossi in tè, bhe' lasciamo perdere e pensiamo alla cena”.
Chiaro come il sole,le piaccio e la cosa non mi lascia indifferente ,se non fossi presa da Giulio chissà, Helen mi mette sangue.
“Tesoro mettiti questa”,mi passa una sua giacca che a me fa da abito :”lo sai,noi adoriamo essere liberi in casa ma la sera fa ancora freschetto qua in terrazza”.
Dio come è premuroso, questo ci tiene veramente a me e io contraccambio i suoi sentimenti,lo bacio con rinnovata passione:”grazie ha ragione Helen, giochiamo a carte scoperte, anch'io provo per tè qualcosa di diverso,forse è amore,non saprei è la prima volta che mi capita,il sesso mi è sempre piaciuto ma prima di rincontrarti usavo gli uomini ma con tè è diverso”.
Praticamente gli ho detto che sono una troia innamorata,maledetta linguaccia,ma quel che è fatto è fatto.
“Hai ragione,io mi sto innamorando e per me' è la seconda volta”,”non fare stupidi paragoni,quella puttana di Frida ti ha sempre sfruttato e mai veramente amato,lo sai che non potevo sopportarla con quell'aria da santarellina,voleva tutto da tè e in cambio si è fatta mezza Norimberga a tua insaputa, Marisa è onesta,gli piace la verga? Embè spetta a tè coinvolgerla e fargli capire cosa vuole dire amare,del resto magari qualche diversivo è ammesso,che ne pensi,tanto resta tutto in famiglia fratellone”.
Pazzesco,ci siamo dichiarati a vicenda e tutto grazie a Helen, bhe' se a Giulio non dà fastidio non è escluso che non me la faccia ,sono anni che non gioco con una femmina.
Pollo arrosto, patatine e birra, Ottimo ma credo che è meglio che un domani cucini io,non voglio ridurmi a scatolette e quattro salti in padella.
Durante la cena spesso ci diamo dei bacetti e ci stringiamo le mani,mi accorgo di guardarlo con occhi trasognati,poi improvvisamente,sento un piedino risalire lungo una gamba fino a palparmi la passera, arrossisco e il boccone quasi mi va di traverso :”Helen,smettila, lasciala mangiare tranquilla”,”che orso,voi amoreggiate e io nulla e qui in questa città non c'è nemmeno un locale per noi,uffa che noia”.
“Dai domani Germania,le amiche ti aspettano e puoi decidere se rimanere la”,”ufff,ok,ok, capito l'antifona,me ne starò buona buona”.
Direi confusa è poco,tra Helen che mi ha nuovamente eccitata e il loro rapporto poco chiaro ho la testa in subbuglio ma decido di non toccare certi argomenti,la serata è piacevole ma domattina sveglia alle cinque,ad una cert'ora si va a letto consapevoli del cambiamento, siamo una copia,strano per la prima volta a letto con un uomo senza fare sesso, almeno per stanotte.
Cinque giorni insieme,tanto basta per conoscere a fondo una persona,Giulio è il compagno ideale,ti ascolta,non ti giudica,ha sempre un pensiero per te e non è geloso,ti fa sentire al centro del suo mondo.
L'ultima cosa che mi passava per la testa,mi sono innamorata,felice? Forse,si è stravolta la mia vita .
La prima mattina a Norimberga, Helen mi ha convinta a seguirla per conoscere la sua ragazza, è la titolare di una specie di pub per sole donne,il locale è bello,luci soffuse , divanetti e buona musica,fin qui nulla di particolare tranne che è frequentato da sole donne,Freya il nome della sua tipa è al bancone, assomiglia a Helen ma con capelli neri lunghissimi.
Si vede lontano un miglio che è felice di rivederla,le due si baciano,vedo amore nei loro occhi,la ragazza parla tedesco e inglese, lingua che conosco,senza mezzi termini mi chiede se noi due facciamo sesso,nei suoi occhi non c'è traccia di gelosia,credo che per loro amore e sesso sono cose ben separate,forse è per quello che Helen,la sera che mi ha conosciuto mi ha fatto avance.
“Diciamo non ancora o almeno spero”,”ti capisco è veramente bella,vieni Marisa ti faccio vedere il resto del locale”.
Incredibile un club privè per solo donne,ma aperto tutti i giorni dalle dieci alle tre di notte,in ogni stanza alcove rotonde e rastrelliere con ogni Tito di sexy tois , c'è anche la stanza sadomaso,e una sauna, nonostante l'ora è già pieno,la musica è coperta da ansimi e gemiti di piacere,ho già il perizoma fradicio,mi guardo in giro come fossi nel paese dei balocchi,per fortuna Helen mi dice che si ferma, è tanto che non fa' l'amore con la compagna.
Torno in albergo di corsa, spero che Giulio sia rientrato se no la dò al primo che incontro.
Per fortuna mi sta aspettando , vorrebbe dirmi qualcosa ma gli salto letteralmente addosso,i vestiti volano e con la bocca mi impossesso della mazza già bella tosta,pronta a fare il suo dovere.
Nei giorni successivi Helen a volte insieme alla compagna mi portano a vedere i posti più caratteristici,devo dire che è una sorpresa mi aspettavo una città grigia e tetra ma mi sbagliavo di grosso.
Al rientro in Italia la sorpresa:"Marisa ti andrebbe di portarmi a conoscere i tuoi?” A momenti svengo ,non ho mai portato nessuno a casa.
Telefono,mamma fa i salti di gioia e ci invita per pranzo l'indomani,da buona donna originaria del sud c'è da aspettarsi un banchetto e le aspettative non vengono deluse.
Manco a dirlo Giulio piace a mamma e soprattutto a papà,il giorno successivo trasloco,di dubbi non mi passa neanche per la testa di averne, è ufficiale,sono cotta persa per Giulio.
Ormai quasi non ci chiamiamo per nome,amore,tesoro e altri vezzeggiativi che quasi mi vergogno a nominare,ora però c'è da affrontare uno scoglio,il lavoro.
Certo per lui è facile,non deve rispondere a nessuno ma io ho sempre gli occhi puntati,ormai per tutti sono l'amante del capo ,i pettegolezzi si sprecano e la cosa mi crea un fastidio da morire.
Anche il rapporto ne risente ,spesso sono triste e irrascinile basta niente per farmi arrabbiare, Giulio ha la pazienza di un santo ma a tutto c'è un limite,una sera litighiamo di brutto,lui insiste per sapere il motivo dei miei stati d'animo e io invece di parlargliene mi chiudo a riccio,risultato per la prima volta dalla sera della partenza per la Germania niente sesso, ognuno a dormire dalla propria parte del letto, un po’ l'ho faccio per farlo soffrire ma la verità è che è arrivato il ciclo, dormire si fa per dire,una notte da incubo,passo più tempo in bagno e in cucina che a letto.
Quando Giulio si sveglia mi affronta:”Marisa,un rapporto che funziona si basa su fiducia e sincerità,un tuo problema è anche mio e viceversa,adesso spetta a te,io ti amo e credo di dimostrarlo ma se tra noi ci sono incomprensioni meglio chiudere e ognuno per la propria strada,in un rapporto sbagliato ho già dato e non voglio ripetere l'errore,pensaci”.
Non mi dà neanche il tempo di pensare e esce di casa,io mi siedo in cucina con la testa tra le mani a piangere sconsolata.
Helen ha sentito il trambusto ,mi abbraccia,non c'è desiderio in lei solo la voglia di consolarmi,mi chiede cosa succede e singhiozzando le racconto tutto.
“Tesoro,hai messo il coltello nella piaga,con Giulio niente segreti,e se soffri vuole che gli confidi il problema,non è per averti in pugno,vuole solo una compagna disposta a condividere gioia e dolore,confidati con lui e affronterete insieme qualsiasi cosa,adesso asciugati le lacrime,fatti bella e vai in ufficio,non devi darla vinta a qualche stronza “.
A volte Helen sembra svampita, invece è un pozzo di saggezza,una vera amica.
Durante di giorno non lo vedo al lavoro, del resto è ai piani alti,la sera quando rientra è visibilmente nervoso,non voglio perderlo, per la prima volta in vita mia voglio una vera relazione.
“Giulio,ti prego perdonami,non sono abituata ad aprirmi, finora ho dovuto e voluto risolvere i problemi da sola, senza neanche chiedere ai miei,ho sbagliato a non capire che devo aprirmi con il mio uomo, purtroppo c'entra la nostra relazione,in ufficio mi sparlano dietro,convinti che mi faccio scopare dal direttore per ottenere privilegi o spillare quattrini e la cosa mi fa' stare male “,”amore, insieme tutto si risolve,se vuoi stare a casa non c'è problema ma so che tu vuoi essere indipendente e non accetteresti mai di sentirti dipendere sulle spalle di qualcuno, dobbiamo ragionarci ma…”,”dimmi,!”,”so che in questo momento è sbagliato chiederlo ma voglio fare l'amore con te,ieri sera eri distante, sarà stupido ma ne ho sofferto,sei come una droga e non voglio disintossicarmi “.
“Ne ho terribilmente voglia anch'io ma ieri non sono stata onesta con te anche in questo,la verità è che ho iniziato il ciclo e ne ho approfittato come rivalsa nei tuoi confronti ma ci sono altri modi”.
Ormai in preda alla libido gli succhio anche l'anima dalla mazza ma la voglia non passa,senza dire una parola corro in bagno a farmi il bidè e cambiare il tampax e torno da lui.
Gli parlo da troia qual sono :”Giulio ti prego sono una vacca, fammelo sentire fin nelle viscere,il mio buchetto non vede l'ora di essere sfondato dal tuo randello “,in verità non mi sono preparata,spero non incontri ospiti indesiderati.
Per due ore restiamo in camera,prima con dolcezza poi lo incitò a prendermi con forza e mi martella il culo fino a farcirmi per bene l'intestino,a cena Helen ride di gusto nel vedere la mia difficoltà nel restare seduta.
Quando andiamo a dormire,alzo bandiera bianca,ho il pertugio tutto arrossato ed è solo colpa mia, Giulio voleva alzarsi a prendere il lubrificante ma io ho voluto a tutti i costi farmi sodomizare a secco.
Al risveglio Giulio e risoluto :”facciamo insieme colazione al bar frequentato dagli impiegati,non abbiamo nulla da nascondere a meno che l'amore sia diventato una cosa di cui vergognarsi”,ha ragione,che vadano al diavolo i mal pensanti.
Davanti a lui fanno finta di non averlo riconosciuto poi in ufficio sorrisetti ironici,sono nera ,mi monta la furia,tra poco esplodo.
Improvvisamente in ufficio entra Giulio e si siede su una scrivania libera :”a quanto pare, Marisa la mia fidanzata, suscita curiosità ilarità e pettegolezzi,per la cronaca,noi ci conosciamo da sempre e quando dopo anni ci siamo rivisti è scattata la scintilla,come spero sarà capitato anche a tanti di voi, è nato l'amore ,la signorina Silvetti era preoccupata per la sua reputazione,si sa è storia vecchia,la bella ragazza col capo sposato ma questo non è il nostro caso,venerdì siete tutti invitati alla festa di fidanzamento,in giornata riceverete gli inviti,tu amore finisci le proiezioni trimestrali poi se vorrai il posto da mia segretaria personale è libero,non abbiamo nulla da nascondere, auguro a tutti buona giornata e buon lavoro,grazie”.
L'effetto del discorso del direttore è travolgente, minuti di silenzio assordante,poi la mia dirimpettaia di scrivania,mi stringe la mano e mi fa gli auguri,dato il via tutti si congratulano anche le più pettegole che non hanno più argomenti per sparlare alle mie spalle, finisco il lavoro ebbra di felicità , Giulio passa in ufficio a prendermi e tutti si congratulano anche con lui.
Saliti in auto lo guardo fisso negli occhi:”così saremmo fidanzati? E a quando le nozze?”,”dipende solo da tè ma se vuoi puoi tirarti indietro,la sceneggiata la architettata la tua più grande sponsor che tifa per noi e io mi sono trovato d'accordo “,ferma l'auto e mi tappa la bocca con un bacio mozzafiato impedendomi di obiettare ma si sbaglia di grosso,io sono felice e come una ragazzina telefono la notizia a mamma.
In casa si scatena il finimondo,volenti o nolenti dobbiamo andare a cena da loro, per l'occasione famiglia al completo, viene anche Helen.
Giulio non è turbato dal passo e io tantomeno,ci voglio credere.
Da mesi non sono più attratta da altri uomini, Giulio mi soddisfa a pieno ma c'è dell'altro,sono innamorata .
È il momento di godermi un po' di serenità a parte qualche piccola provocazione di Helen che non ha intenzione di mollare la preda, tutto và nel verso giusto,ora sono la sua segretaria,la festa di fidanzamento è stata un successo da fare impallidire quelle natalizie di fine anno.
Gli ex colleghi mi stimano lo vedo nei loro sguardi, Giulio ogni tanto tira fuori l'argomento matrimonio ma io per ora non me la sento, è un passo troppo importante per prenderlo alla leggera, per fortuna Giulio ha un desiderio, portarmi all'altare e per far questo deve ottenere l'annullamento dalla sacra Rota per il precedente matrimonio e questo ci da del tempo.
Tempo che voglio usare per risaldare il nostro amore, è tutto troppo bello, infatti presto dei nuvoloni neri arrivano a oscurare la nostra vita.
Le mie valvole di sfogo, parlo di Gabriele e altri come lui che usavo solo per soddisfare la libido, visto che sono sparita dai loro orizzonti cominciano a tempestarmi di telefonate e messaggi.
Non voglio più averci niente a che fare, metto i numeri in lista nera e li cancello dai miei social,poi accade qualcosa di inaspettato e sconvolgente,un giorno mi vedo recapitare in ufficio un pacco anonimo, lo apro dentro c'è una chiavetta e uno scritto :”Marisa brutta troia, avrai anche trovato il pollo col cazzo moscio ma resti sempre una bagascia non credere di liberarti così del tuo passato, guarda la chiavetta ci sono le migliori registrazioni della tue performance,ti abbiamo preparato una grande festa,vieni a casa mia domenica alle venti e vedi di non mancare, al cornuto non piacerebbe vedere la sua fidanzatina alle prese con veri uomini, se poi è così stupido,ho un amico nel porno, c'è dell'ottimo materiale da mettere in rete, e voilà la puttana sputtanata ,pensa cosa diranno in ufficio perché naturalmente anche tutti loro riceveranno questa chiavetta “.
Mi gira la testa,il battito cardiaco aumenta,cerco di reggermi alla scrivania ma crollo e poi il buio.
Mi sveglio in un letto di ospedale,piena li flebo e collegata a macchinari , accanto al letto Giulio col suo solito sorriso, improvvisamente mi ricordo e trasalgo;”mio dio che giorno è “,”martedi,ti hanno operata e tenuta in coma farmaceutico, hai avuto un tipo di ictus dovuto a un grande stress ma per fortuna stava arrivando a trovarti Helen e ti ha vista svenuta, se penso che ero a pochi metri e ho rischiato di perderti ho ancora il terrore,ora riposati io resto qui vicino a te”.
“No,no,tu non capisci, ti ho rovinato la vita e sputtanato davanti a tutti vattene lasciami sola,non merito un uomo come tè “.
Il suo sorriso e le carezze mi tranquillizzano,ma non riesco a trattenere le lacrime, tranquilla amore è tutto finito,ho letto la lettera e i mascalzoni non ti faranno più nulla,devono rispondere di molti reati,gli passerà la voglia di ricattare”.
“Ma..ti rendi conto di che donna sono? Come puoi continuare a amarmi?” “Helen dice che non hai niente da farti perdonare,da quando siamo insieme mi hai dato solo gioie”,”ma hai visto di cosa sono capace come fa..”.
“Amore il passato e passato,viviamo il presente e progettiamo il futuro,che eri una donna calda con una grande libido non era una novità, ti sembra che mi sarei innamorato di te se cercavo una vergine?”
Vorrei continuare a parlare,dirgli quanto l'amo ma i sedativi fanno effetto, l'ultima cosa che vedo le sue labbra che sfiorano il mio viso.
Quando la nebbia si dirada vedo ancora il viso vicino alle mie labbra,le dischiuso ma subito capisco che non è Giulio,spalancò gli occhi,ho baciato Helen.
“Scusami non ho saputo resistere, comunque tutto bene i medici dicono che tra tre giorni ti dimettono, Giulio non sta più nella pelle, è corso a prenderti dei fiori “.
,”Helen grazie “,”esagerata, solo per un bacetto ?“ “No,parlo sul serio,mi hai salvato la vita e mi sei sempre stata vicina”,”tra cognate è normale, veramente non sempre,odiavo quella stronza della sua ex moglie, comunque sono felice che ti sei ripresa”.
Devo tanto a lei,questa volta sono io a prenderle la testa e baciarla e non un bacio normale ci metto passione.
“Ma brave,non posso lasciarvi sole un attimo,tieni amore queste sono per tè, Helen se hai smesso di pomiciare con Marisa lasciaci un minimo di intimità”
Lo dice con in faccia stampato il suo solito sorriso e con in mano una splendida composizione floreale :”scusami ma a Helen lo dovevo,ha fatto tanto per me e anche per noi,ma io ti amo,amo solo te”,”vedremo,ieri ho ricevuto la dispensa dalla sacra Rota,ora voglio sentirtelo dire all'altare,in quanto a Helen per quello che ha fatto mi aspettavo molto di più”,ora le lacrime che mi rigano il viso sono di felicità..
Per altri due giorni resto in ospedale,in parecchi vengono a trovarmi,a parte Giulio, Helen,mamma e papà,i pochi parenti intimi e qualche amica,vengono anche gli ex colleghi e questo mi fa un enorme piacere.
I medici escludono complicazioni e finalmente arriva il giorno del rientro, Giulio è impegnato in riunioni per l'intera mattinata, Helen e papà quasi litigano per portarmi a casa,la spunta la prima,la mia adorabile futura cognata.
Finalmente a casa ,strano è poco che vivo con Giulio ma la sento casa mia, l'uccellino finalmente ha lasciato il nido,spiccato il volo e trovato un compagno per la vita.
Helen dimostra ogni giorno che oltre a desiderarmi sessualmente tiene veramente a me,devo litigare per convincerla che sto bene,fosse per lei mi tratterebbe da mamma chioccia.
Alle tredici finalmente arriva Giulio,non fa in tempo a entrare che l'abbraccio:”amore come ti senti?” “vieni in camera che ne parliamo”.
Parlare? Solo ansimi e gemiti,devo recuperare il tempo perso, Giulio come sempre è all'altezza di soddisfare una troia come me',sono affamata di baci e sperma e vengo accontentata.
Ansanti e soddisfatti ci scambiamo coccole,lo sperma fuoriesce dalla passera e dal pertugio ma non importa voglio godere del calore del corpo dell'amato ci penserò dopo a cambiare le lenzuola.
Sto pensando di andare in doccia quando mi accorgo che ha l'artiglieria ancora in tiro.
“Hei,sei peggio di me non sei mai sazio”,”non e colpa mia mi capita solo con tè”,”ah con le altre no, adesso ti faccio passare la voglia di pensare a altre donne,mettiti comodo e pensa solo a godere al resto ci penso io”.
Giusto un paio di colpetti al glande e gli salgo in groppa a cavalcioni,con la mano afferro la verga ,la sfrego dal buchetto,meato e passera,la sborra che esce dalla tana è il miglior lubrificante,gioco a stimolare con la cappella il clitoride,mi piego a baciarlo poi mi rialzo e a peso morto mi infilo in tana tutto il randello,mi scappa un grido di piacere,mi assesto bene e poi inizio un lento su e giù guardando soddisfatta le sue smorfie di piacere.
Non resisto molto a tenere questo ritmo,dominare il maschio mi ha fatto sempre impazzire,inizio una cavalcata selvaggia,nei suoi occhi leggo lo sforzo per non venire, ma anch'io sono quasi al limite, aumento l'intensità degli affondi,scuoto la testa per trattenere l'orgasmo,poi grido.
“Adesso,riempi la tua vacca,siiii, così,godooooo”,le mie grida di piacere si uniscono le sue e poi crolliamo esausti sul letto.
“Marisa è stato pazzesco,mi hai completamente spompato “,”mettimi nei miei panni temevo di perderti “,”ora è tutto finito,i mascalzoni la pagheranno”.
Un pensiero mi fa sbiancare:” Giulio se quei bastardi vanno a processo tu sei rovinato,tutti sapranno cosa faceva la tua fidanzata, sarai sulla bocca di tutti “,Giulio fa una sonora risata:”non credo Marisa che sia una cosa così ghiotta da darla in pasto ai mass media, è un semplice caso di ricatto come tanti e poi che problema c'è la multinazionale non è avvezza a pettegolezzi,dai adesso andiamo a fare una bella doccia e poi porto le due donne più importanti della mia vita nel miglior ristorante della città, per festeggiare il tuo ritorno a casa”.
“Certo amore,lo sai il sesso mi mette sempre appetito”,mi giro per alzarmi e riflessa nello specchio vedo Helen,mi blocco, Giulio si gira e la vede.
“Accidenti sorellina,hai proprio una fissa per Marisa,va bene tutto ma comportarti come una guardona!”,”dici bene tu,ma non eri in salotto a sentire le vostre grida,a causa vostra mi sono ammazzata di ditalini ma sono ancora eccitata, Marisa posso pulirti?”,nello sguardo di Giulio non c'è fastidio né gelosia,lo guardo e fa spallucce:”se te la senti per me va bene,vi aspetto in sala e tu stronzetta non farci l'abitudine “.
Confesso un po' di imbarazzo ma appena vedo la sua testa bionda le mie cosce dimentico tutto, non c'è confronto con la poca esperienza fatta con altre donne nei club privè, Helen è una lesbica incallita e sa come trattare una passera.
A quanto pare lo sperma non la disgusta anzi ne sembra golosa, mi sorge il dubbio che abbia già lappato altre fighe ripiene dello sperma del fratello.
Ma pensare è impossibile, la sua lingua sul clitoride di procura un orgasmo dietro l'altro, e dire che poco fa ero distrutta, aspetto solo un suo cenno per restituire il servizio ma niente,forse non vuole andare oltre ma mi sfugge il perché, sta di fatto che mi ha fatto godere come una vacca e quando torniamo in sala ho le gambe che tremano e lei le labbra ricoperte dai miei umori.
“Accidenti Marisa, che sguardo beato e trasognato e anche tu non scherzi, e smettila di leccarti le labbra, ragazze sono le 7:00 tra massimo un'ora e mezza ci aspettano al ristorante”.
Dal giorno del mio ritorno alla vita è tutto un tourbillon di emozioni e impegni, organizzare,il matrimonio con Helen la mia amica più ché intima e wedding planner di fiducia,a proposito dal giorno e rientro tra noi non è più accaduto nulla, un po’ perché è occupata a trovare la location e ottenere i permessi per aprire il primo bar per solo donne in città e anche perché ogni 15 giorni passa una settimana dal suo amore a Norimberga, un domani vivranno insieme facendo la spola tra i locali ,ho persino pensato a sposarci insieme ma Giulio insiste per portarmi all'altare, e a dirla tutta anch'io lo voglio,del resto chi la sentirebbe mamma.
La verità è che anch'io non vedo l'ora che arrivi quel giorno, non mi ricordo chi ma qualcuno scrisse del doman non vè certezza ,ma su di noi sarei pronta a scommettere.
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